
Il tenore Beniamino Gigli (Recanati, 20 marzo 1890 – Roma, 30 novembre 1957) è stato uno dei più celebri cantanti d’opera del XX secolo.
Su questo, credo, siamo d’accordo tutti. No?
Nonostante qualche iniziale incertezza nel controllo degli acuti a pieno volume (nelle prime esibizioni de La Gioconda rimase famosa l’omissione del tradizionale si bemolle finale che lasciò insoddisfatto il pubblico), la sua fama crebbe come massimo interprete delle opere di Donizetti, quali L’elisir d’amore e Lucia di Lammermoor.
Ormai affermato, si accostò quindi a Verdi (La traviata, Rigoletto, Un ballo in maschera, Aida, Il trovatore e La forza del destino) e a Puccini (La bohème, Tosca, Manon Lescaut), nonché alle popolari opere legate al Verismo quali Andrea Chénier, Pagliacci e Cavalleria rusticana.
Richiestissimo, si esibiva in Italia ma anche all’estero. La sua attività non poteva non essere curata da un attento staff che ne gestiva gli impegni, i contatti, la sua agenda artistica. Questo staff si chiamava Amedeo Grossi, agente e segretario particolare di Gigli, e Barbara Gazzera Berardengo, moglie di Grossi.
Ed è forse proprio la moglie di Grossi che firmò la cartolina protagonista dello sfizio di oggi.
È il 6 aprile 1936, la cartolina parte da Roma ed è indirizzata nella Capitale (per questa ragione, peraltro, venne affrancata in misura ridotta di 15 centesimi in luogo dei classici 30 centesimi).
Il testo:
«Roma 2
Grazie!
Per B. Gigli.
La Segretaria.»
A Roma, in quel periodo, Gigli si stava esibendo al Teatro dell’Opera con Un ballo in maschera, opera verdiana in cui vestiva i panni del conte Riccardo, governatore di Boston, innamorato (ricambiato) di Amelia, la sposa del suo segretario Renato, matrimonio che tuttavia rispettò a discapito del suo amore per la donna.
Forse il sig. Eugenio, destinatario della cartolina, aveva lasciato in camerino un presente per il grande tenore, al termine di uno spettacolo?
E adesso la Segretaria lo ringraziava per il cadeau?
Possibile. Spiegherebbe la sintesi del messaggio sulla cartolina.
E “Roma 2” potrebbe voler significare il secondo spettacolo a Roma?
Se così fosse, si tratterebbe del 1° febbraio dal momento che il debutto avvenne invece il 29 gennaio.
Un altro, ultimo, aspetto interessante è dato dal lato illustrato della cartolina raffigurante l’Arena di Verona stracolma di persone accorse ad assistere all’opera La Gioconda durante la stagione lirica del 1934.
Per la precisione, quell’anno l’opera di Amilcare Ponchielli andò in scena all’Arena di Verona dal 28 luglio al 15 agosto, 92 anni fa circa, alternandosi con Andrea Chénier e Lucia di Lammermoor, per cui la foto venne scattata una di quelle sere, non è dato sapere quando. In quel cast Gioconda era Anny Helm Sbisà, mentre Beniamino Gigli era la voce del nobile Enzo Grimaldo.
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