LA POSTA DEI BAMBINI

LA POSTA DEI BAMBINI

Come più volte detto, sino a non molto tempo fa non esistevano i mezzi di comunicazione che abbiamo oggi.
Sino agli anni ’50-’60, ovvero sino a quando il telefono divenne un mezzo di comunicazione di massa, la posta era non “un” mezzo di comunicazione, ma “il” mezzo di comunicazione. L’unico.

La posta quindi doveva essere veloce, efficiente, sicura. La posta doveva funzionare sempre, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, festivi compresi, Pasqua, Natale e Capodanno compresi.

Con la posta ci si dava appuntamento, con la posta si attendevano notizie dal figlio soldato al fronte. E se le notizie non arrivavano, ci si allarmava subito. E se le notizie continuavano a non arrivare, si iniziava a dubitare della persona: “perché non mi vuoi più scrivere?”, senza minimamente prendere in considerazione che, forse, al fronte, in guerra, qualche rallentamento era pure da mettere in conto.
Fino agli anni ’60-’70 del Novecento, quando in villeggiatura d’estate si andava per tre mesi e non per una settimana come oggi, si spedivano le cartoline dai luoghi di vacanza.

La posta, quindi, era parte integrante della società.
Non stupisce affatto, quindi, che alla fine dell’Ottocento, in diversi Paesi nel mondo, iniziò ad essere sempre più diffuso un gioco per bambini che assumeva diversi nomi in base al Paese stesso: “Posta dei Bambini“, “Posta dei Piccoli“, “Piccola Posta“, o (alla fine degli anni ‘30) “Posta dell’Impero” in Italia; “Kleine Post” o “Kinderpost” in Germania; “La Petite Poste“, “La Poste Enfantine” o “Si j’étais le postier” in Francia.

Si trattava, in sostanza, di un gioco che permetteva ai più piccoli di imitare le attività postali degli adulti usando dettagliate riproduzioni in miniatura del materiale postale reale.
All’interno della scatola vi erano quindi francobolli, cartoline postali, vaglia, buste, lettere, timbri: ogni singolo oggetto presente in un ufficio postale, ma tutto rigorosamente in miniatura!

E oggi Sfizi.Di.Posta è in grado di mostrarvi uno di quegli oggetti.
Si tratta di una letterina che misura esattamente 6 x 7.5 cm (come una carta di credito ma più corta di un centimetro dal lato lungo, per capirci) che venne “spedita” con la “Posta dei Bambini”!

Al fronte della busta vi è applicato un mini-francobollo (20×24 mm sono le dimensioni di un francobollo reale, 11×13 mm quelle del “francobollo” per i bambini) da 25 centesimi della serie ordinaria “Michetti” (dal nome del disegnatore), raffigurante Vittorio Emanuele III di profilo.
Il francobollo reale venne emesso il 1° gennaio 1908, per cui si presuppone che il gioco da cui è tratta la letterina che mostriamo oggi debba essere successivo.

Il francobollo è quindi annullato con un timbro lineare su due righe (molto comune nel periodo prefilatelico, ovvero antecedente al 1850) recante la dicitura “posta dei bambini”.

La letterina non è “spedita” da un bambino, ma in questo caso (ed è questa la particolarità che la rende ancora più rara) da un adulto che, evidentemente, stava giocando con il bambino.
O, meglio, con la bambina, visto che la destinataria è la Signorina Martina Bedone.
Vediamo cosa scrive l’adulto.

«Mia Carissima Martina. Prima di tutto lascia che Ti faccia i miei complimenti per il profitto che ài saputo ricavare dagli insegnamenti della Mammina e della Tua Sig.a Maestra. In secondo luogo Ti ringrazio degli auguri e Te li ricambio con pari affetto. Se sarai sempre brava e buona, obbidiente ai tuoi Genitori, amorosa verso il Fratellino, il Signore Ti farà crescere sana, bella e brava Donnina. Forse il Papà Ti ha già dato certi torroni di Cremona che Ti ho spedito ricordandoti anch’io la promessa dell’anno scorso. Voglimi bene ed accetta tanti baci dal tuo aff. Zio Gustavo Fara».

Quindi, probabilmente, la letterina di zio Gustavo, che di per sé non poteva ovviamente viaggiare tramite il canale postale tradizionale, venne spedita insieme ai torroni, e quindi consegnata alla bambina in un momento successivo.

Inoltre, zio Gustavo ricambia gli auguri a Martina, e si parla di torrone, classico dolce natalizio, per cui presumo (ma è davvero soltanto una presunzione) che siamo nel periodo di Natale, non si sa di quale anno. Che poi zio Gustavo sia domiciliato a Cremona è una seconda presunzione bella e buona.
Diciamo che, comunque, non cambia nulla e non toglie nulla alla tenerezza del gesto in sé.

Il gioco ebbe delle edizioni anche nel secondo dopoguerra, per poi sparire del tutto intorno agli anni ’60-’70.

Quindi, è un oggetto del passato?
Per nulla. Le poste svizzere hanno pensato di riproporre quel gioco, ovviamente attualizzandolo (per quanto possibile).
Prodotto dalla Ravensburger, si chiama “Kinderpost. Poste des enfants” ed è venduto al prezzo di CHF 53.95. Peccato solo che l’acquisto è limitato a Svizzera e Liechtenstein.

All’interno della scatola vi è tutto l’occorrente per il perfetto postino: carte valori (francobolli e cartoline postali), contrassegni di spedizione (adesivi per posta prioritaria ed espressa), articoli di cancelleria (fogli da lettere, buste da lettere, biglietti augurali, matita e gomma per cancellare), servizi finanziari (moduli per versamenti, blocchetti di assegni postali, banconote, monete, carta di pagamento Postcard), e infrastruttura (sportello dell’ufficio postale con rubrica dei recapiti e timbro manuale con tampone d’inchiostro scarico).

Potrebbe essere (gioco d’anticipo, sotto Ferragosto!) un regalo di Natale per i vostri nipotini?

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