TI VOLLO TANTO BENE!

TI VOLLO TANTO BENE!

Ci troviamo ancora in pieno clima natalizio, anche se in questo momento siamo già proiettati verso il cenone del 31 e l’addio a questo 2025 che per alcuni, come per lo scrivente, è stato un anno da cancellare. Per carità, tante belle soddisfazioni, tanti progetti, ma la perdita del papà…

E allora non potevo non pubblicare questa letterina, sulla falsa riga della precedente.
La letterina ha la sua busta ed è viaggiata per posta, da Parma per città, il 23 dicembre 1949. Il destinatario è il Signor Tino, il mittente è il figlioletto Dando (probabilmente una forma ipocoristica di Daniele).

Dando per scrivere al papà usa una carta da lettere bellissima, tutta decorata di ghirigori dorati, e che decide di impreziosire incollando al centro in alto motivi floreali, Gesù Bambino, e un angioletto che presenta una linguella tirando la quale Gesù e l’angioletto si spostano in avanti, risultando così praticamente in tre dimensioni.
Un effetto scenico davvero niente male.

Sulla prima pagina Dando inizia a scrivere, ma per quanto è bella la frase va citata per conto suo: «Cao papà, ti vollo tanto bene».
Vollo, voce del verbo vollere.
Che tenerezza!

E poi continua:
«Sono piccino e perciò non posso scrivere una letterona, ti dirò solo che anch’io come tutti i bimbi voglio che il mio babbino riceva la letterina. Non so ancora pregare ma il mio cuoricino desidera che il mio babbo e mamma siano sempre uniti con tanto amore. Ricevi tanti bacioni dal tuo adorato Dando».

Che altro aggiungere?
Niente. Non c’è null’altro da aggiungere se non augurare, così come ha fatto Dando settantasei anni fa, tutto il bene possibile ai propri genitori.
Buona fine, e buon inizio!

Riproduzione riservata.

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