
L’istituto scolastico “Mare e Monte” o “Mare-Monti”, come fa intuire la denominazione stessa, era costituito da due sedi, una a monte e una a mare.
Quella a mare fu fondata nel 1928 dal prof. ing. Riccardo Noël-Winderling a Monte di Ruta di Camogli (Genova) in un edificio costruito nel 1908 dal nome di Villa Elvira, già sede in precedenza di centro elioterapico.
Quella a monte venne eretta nel 1932 presso il Grande Albergo di Ponte di Legno (Brescia).
L’istituto, mettendo in pratica i dettami della moderna pedagogia, aveva lo scopo di educare i giovani sul piano morale, intellettuale e fisico, e comprendeva scuole parificate elementari, medie, ginnasiali, liceali e, durante l’estate, corsi di integrazione e di ripetizione.
In estate, nella sede a mare di Camogli, gli studenti seguivano, oltre ai programmi scolastici, anche corsi di attività marinare, tra cui il nuoto, la vela, la voga e i principi base della navigazione.
Durante la Seconda guerra mondiale la sede di Camogli, pur continuando i normali programmi scolastici, accolse anche gli allievi del seminario arcivescovile di Genova sfollato a causa dei bombardamenti.
Dal 1957 al 1969 fu la sede del Convitto Marconi, scuola di attività marinare.
Oggi, trasformato in appartamenti e convertito nel complesso residenziale “Hermitage del Parco”, ha trovato la sua definitiva sistemazione.
Il signorino Nando Bodrero, destinatario della cartolina protagonista dello sfizio di oggi, era dunque uno studente di detto istituto.
La cartolina illustrata è stata edita dalla Cesare Capello di Milano nel 1938, come indicato nel cartiglio al centro in verticale.
L’ufficio postale di Gimma Corrispondenze Pacchi venne istituito il 1° marzo 1938.
Nel bollo postale di Gimma, molto mal impresso e mal inchiostrato, quindi non del tutto decifrabile, si riesce tuttavia a intravedere un numero 3 dopo il numero 1 indicante il mese, per cui quel 3 non può che indicare 39, unico anno possibile.
La cartolina venne quindi spedita il 9 gennaio 1939.
Gimma è una città dell’Etiopia situata nella regione di Oromia, circa 250 km a sud-ovest della capitale Addis Abeba.
Durante il periodo italiano Gimma era il capoluogo del Governo del Galla e Sidama.
La cartolina è affrancata con francobolli dell’Etiopia e dell’Eritrea, ma questo non deve stupire per il semplice fatto che, a causa dei grandi movimenti sia civili che militari direttamente e indirettamente conseguenti alla guerra d’Etiopia del 1935-36, e quindi all’istituzione dell’A.O.I., Africa Orientale Italiana, è abbastanza frequente ritrovare affrancature miste Etiopia, Eritrea, Somalia, A.O.I., emissioni generali, e persino Libia.
Ma veniamo al testo.
«Caro Nando, questa cartolina la riceverai già all’Istituto. Io continuo il mio viaggio molto interessante. Fattelo spiegare dal tuo ottimo Prof. Gianrossi. Nel mese dovrò andare a Dire Daua, Harrar, poi Gambela e in Sudan. Sto molto bene. Tu vedi di studiare perché io possa avere dalla Mamma buone notizie tue. Ormai sei grande. Io sono ospite di S.A.R. il Vicerè, che tu hai conosciuto a Brioni. Ti abbraccia il tuo Papà.»
In quel momento, e dal 21 dicembre 1937 sino al 19 maggio 1941, Viceré d’Etiopia era appunto S.A.R. Amedeo di Savoia duca di Aosta (dalla conquista dell’Etiopia, ovvero dal 9.5.1936, all’11.6.1936 fu Pietro Badoglio; dall’11.6.1936 al 21.12.1937 fu Rodolfo Graziani; e nessuno dei due era un “Sua Altezza Reale”).
A quell’epoca, si comprende, non tutti potevano avere la possibilità di essere ospiti di S.A.R. Amedeo di Savoia duca di Aosta. Per essere suoi ospiti il mittente doveva essere necessariamente persona di alto rango o comunque molto importante.
Ne consegue che Nando era probabilmente figlio di Emilio Bodrero (1874-1949).
La conferma di tale ipotesi proviene dal complesso di fondi denominato “Archivi di famiglie, di persone e di studi professionali” conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato in cui è presente il fondo “Emilio Bodrero”: di detto fondo, il fascicolo 128 sottofascicolo 21 è dedicato appunto a Nando.
Laureato in giurisprudenza, lettere e filosofia, Emilio Bodrero iniziò la carriera come impiegato alla Corte dei Conti, proseguendo parallelamente gli studi universitari.
Dopo l’abilitazione nel 1914, vinse una cattedra a Messina (1915), per poi trasferirsi all’Università di Padova dal 1916, dove fu anche rettore nel 1926-1927.
Nel 1940, si trasferì all’Università di Roma come professore di storia e dottrina del fascismo, con successiva nomina a ordinario di storia moderna nel 1943.
Dopo la marcia su Roma e l’ascesa del PNF, fu eletto deputato (1924-1934), vicepresidente della Camera (1929-1934), promotore della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Nominato senatore a vita nel 1934, fu sottosegretario all’Istruzione (1926-1928 e 1941).
Non aderì alla Repubblica Sociale Italiana, rimanendo in cattedra fino al procedimento di epurazione che il 21 ottobre 1944 lo dichiarò decaduto da senatore.
Ritornando alla cartolina, il mittente riferisce di un viaggetto non da poco…
Il solo tratto Gimma – Dire Daua – Harar, e poi il ritorno indietro verso Gambela, sono all’incirca 2000 km, che già sembrano tanti oggi, figuriamoci con i mezzi dell’epoca.
Poi, da Gambela, il Sudan si trova a una cinquantina di km ad ovest, quindi non un grandissimo viaggio, ma non sappiamo quanti km Bodrero abbia macinato prima di arrivare a Gimma e quanti poi ne avrà macinati una volta entrato in Sudan.
Hai capito, caro Nando…?
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