
Tempo fa mi capitò per le mani una cartolina spedita da un uomo e diretta a una signorina. Il testo faceva intendere senza alcun dubbio che tra i due vi fosse una bella corrispondenza di amorosi sensi (sebbene preme sottolineare che Foscolo questa espressione la utilizzò in tutt’altro contesto).
Il mittente era al fronte, e la ragazza residente nello stesso luogo d’origine del soldato. Contattai dunque amici della zona, per comprendere se vi fosse la possibilità di raggiungere qualcuno dei discendenti. Dopo qualche settimana i miei amici mi richiamarono e mi dissero senza mezzi termini di far sparire dalla faccia della Terra quella cartolina perché la signorina a cui si rivolgeva il soldato era l’amante, e che invece il soldato era sposato e con prole!
Sarebbe successo un Quarantotto!
Memore di questo, stante il particolare messaggio che vedremo più avanti e che è contenuto nell’oggetto postale protagonista dello sfizio odierno, i nomi del mittente e del destinatario saranno oscurati. Non me ne vogliate, ma non si sa mai… Dovesse mai scoppiare la Terza guerra mondiale…
La cartolina in questione è di quelle azzurrine che chi segue Sfizi.Di.Posta ha ormai imparato a conoscere, di quelle date in dotazione ai soldati per scrivere a casa durante la Seconda guerra mondiale in esenzione postale, ovvero senza affrancare.
La cartolina venne spedita il 26 ottobre (postalizzata il giorno dopo, il 27) 1941 da Orvieto, e precisamente dall’infermeria del Presidio aeronautico.
L’aeroporto nacque alla fine degli anni ’30 su un altopiano tra Orvieto e Castel Viscardo, distinguendosi subito per l’eccellenza delle sue strutture. Se l’ingegner Roberto Marino curò le caserme, fu Pier Luigi Nervi a rendere il sito celebre grazie alle sue innovative aviorimesse in cemento armato.
La storia del campo di volo fu però segnata dal conflitto: occupato dai nazisti nel settembre del ’43, subì pesanti raid alleati fino alla totale distruzione operata dai tedeschi in fuga nel 1944. Con la fine delle ostilità, lo scalo non venne ripristinato; al contrario, il terreno fu frazionato e assegnato agli ex combattenti.
Il mittente, che chiameremo Gianni, del resto scrive sulla cartolina le sue generalità e il suo grado militare, 1° Aviere. La signorina a cui è indirizzata la cartolina la chiameremo Maria.
Il testo:
«Gent.ma Sig.na [Maria]
Forse l’apparirvi di questa mia cartolina potrà sembrarvi strano, eppure siete conosciuta da me, fin dal 1932. Scrivetemi mi farete molto piacere. Da parte mia penserò a farmi riconoscere.
Aff.mo cosciente [Gianni].»
Gianni ci sta provando??
Sì!!
Che approccio originale che ha escogitato il nostro Gianni!
E chi sarà mai questo Gianni, avrà pensato Maria ricevuta la cartolina!?!
Gli avrà risposto?
Conoscendo le vere generalità del mittente ho provato a cercare in rete ma non ho trovato nulla.
Rimarremo nel dubbio su come sarà andata a finire. Ma voi, al posto di Maria, avreste risposto a Gianni?
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