PESCE D’APRILE!

PESCE D’APRILE!

Sembrerebbe che Cleopatra organizzò uno scherzo ai danni del suo amante romano Marco Antonio, luogotenente di Giulio Cesare, durante una gara di pesca. Lui, per evitare una figuraccia, aveva chiesto a uno schiavo di agganciare di nascosto una preda al suo amo. Cleopatra però scoprì il trucco e decise di sostituire il pesce con uno enorme e finto, ricoperto di pelle di coccodrillo, così schernendo e deridendo l’amante.

Sembrerebbe anche che l’edizione del 2 aprile 1698 del giornale britannico Dawks’s News-Letter raccontava che il giorno precedente, essendo il primo aprile, diverse persone furono mandate al fossato della Torre di Londra per assistere al lavaggio dei leoni, cerimonia in realtà inesistente.

Oppure sembrerebbe che a Genova, soprattutto in primavera, sui fondali marini ci fossero pochissimi pesci; così i pescatori, tornando senza aver pescato nulla, venivano derisi dai loro compaesani.

Ma sembrerebbe anche che il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia tra il 1334 e il 1350, avrebbe salvato miracolosamente il papa rimasto soffocato da una lisca di pesce; in segno di riconoscenza, il pontefice avrebbe stabilito che ad Aquileia, il primo aprile, non si consumasse pesce.

Sembrerebbe, infine, che prima dell’introduzione del calendario gregoriano nel 1582, in Europa il Capodanno si festeggiasse tra il 25 marzo e il 1º aprile, periodo in cui era consuetudine scambiarsi doni. Con la riforma voluta da papa Gregorio XIII, la data fu anticipata al 1º gennaio; da qui, secondo alcuni, nacque l’usanza di regalare pacchi vuoti il 1º aprile, come scherzo per ricordare la ricorrenza ormai superata. Questa curiosa tradizione prese il nome di poisson d’avril, cioè “pesce d’aprile”.

Insomma, come la si voglia raccontare, il 1° aprile, cioè dopodomani, è il giorno deputato a fare gli scherzi.
E Sfizi.Di.Posta, ovviamente, questa storia doveva raccontarla. In che modo? Ovviamente, per il tramite di un documento postale!

Iniziamo col dire che la cartolina (il cui lato veduta è un ignoto e irrilevante paesaggio marino) oggetto di questo sfizio ha esattamente cento anni meno un giorno!
È stata infatti spedita da Alessandria il 31 marzo 1926, come attesta il datario del bollo postale, sebbene il mittente abbia manoscritto come data il giorno dopo, 1 aprile 1926.
Una cartolina scritta nel futuro?
Ma cos’è, uno scherzo?

Eh già! Proprio di pesce d’aprile trattasi!
Non vi è infatti alcun testo scritto se non due lettere, una L e una A disegnate con pesci stilizzati, uno accanto all’altro.
Sembrerebbe una sorta di messaggio in codice, forse di rebus, ma dato che il rebus dello sfizio di due settimane fa non è ancora risolto, e dato che personalmente sono un’emerita schiappa in quanto a risolvere rebus, allora stavolta mi sono affidato all’intelligenza artificiale e questa è stata la risposta.

«Questo è un classico esempio di rebus grafico dove la chiave risolutiva risiede nella composizione visiva delle lettere:
Soggetto: La lettera “LA” (composta da una “L” e una “A”).
Composizione: La lettera è interamente formata da piccoli pesci, identificabili come acciughe o alici.
Lettura: Si legge la lettera stessa e ciò di cui è fatta: “LA” fatta di “acciughe”.
Significato: Unendo i termini si ottiene “L’acciuga”.
In enigmistica, varianti di questo gioco possono includere soluzioni come “Linguine al pesce” se inserite in contesti culinari più ampi, ma la rappresentazione isolata punta direttamente al nome del pesce che compone le lettere.»

Questo è quanto afferma l’intelligenza artificiale, ma se qualche lettore ha qualche proposta alternativa si faccia avanti!
Intanto, perché mai al cavaliere Enrico di Camogli (Genova) venne inviato questo messaggio, manco tanto subliminale?
Ai posteri l’ardua sentenza, ma a noi non rimane altro che stare in guardia dopodomani, lo scherzo è davvero dietro l’angolo!

Riproduzione riservata.

I commenti sono chiusi.

©2018-2025 Sfizi.Di.Posta - Riproduzione riservata - Tutti i diritti riservati | Privacy | Copyright | WordPress Theme: Chilly