Quando andate al cinema per vedere un film, o al teatro per vedere una commedia, che fate?
Vi sbragate su quelle belle poltrone imbottite del teatro e vi mettete comodi per assistere allo spettacolo, giusto?
Ecco. Mettetevi comodi, inizia lo spettacolo. E’ corto, ma sempre spettacolo è.
Lo spettacolo oggi ce lo regala il signorino Giacomo che il 5 agosto 1945 da Camporosso, in provincia di Imperia, scrive alla signorina Gerolima della borgata San Donato di Verezzo, frazione del comune di San Remo.
Non dico altro, faccio parlare subito Giacomo.
«Gentile Signorina Nucia sono a inviargli queste poche parole per dirgli che di salute non ce male come credo altretanto di te. solo vorei sapere se proprio ai intensione di sposarti con me o se pire ai qualche altro impegno dimelo cosi saprò regolarmi perche io delle brutte figure non voglio farne mi piace caminare tranquilo per le strade. Anche me mi voglio stabilire per mio conto e di fare una famiglia. di formare una buona compagnia.
riguardo al tuo carattere lo già conosciuto che sei un po nervosa ma io non me ne facio niente ti soporto lostesso
te un momento mi dici di si e dopo cambi idea mi dici di no. io voglio sapere una parola sicura se credi scrivi due righe.
Saluti e baci da chi sempre ti ricorda tuo amico
Marro Giacomo
scrivi ferma posta
Piani di Vallecrosia
Se non mi scrivi una parola sicura non vengo piu a trovarti»


Quindi…
Caro Giacomo…
Non so da dove cominciare… 🙂
Caro Giacomo…
Le tue buone intenzioni sono limpide e chiare… però… però… non è proprio esattamente questo il modo di chiedere la mano di una signorina… che, sì, sarà pure nervosa come dici tu, ma se è davvero nervosa e tu le dici che è nervosa e che la sopporti lo stesso, sai dove ti fa arrivare? Come minimo ti spara su Plutone (che dal 2006 ha avuto pure la sfiga di essere stato declassato da nono pianeta del Sistema solare a pianeta nano della Fascia di Kuiper); altro che sbarco sulla Luna!
Ma anche tu, cara Gerolima, Nucia, o come ti chiami… e digliela una parola sicura a questo povero cristo una volta per tutte! E come te la tiri! Lui non vuole altro che non fare brutte figure, camminare tranquillo per strada, e mettere su famiglia… che gli vogliamo dire a un uomo così integerrimo?
Infine, l’apoteosi finale: se non ti decidi, ti lascio.
Da che mondo e mondo, si sa benissimo che questo aut-aut è un ultimo disperato tentativo di alzare le penne quando hai già compreso di essere un uomo morto… un tentativo che non può che avere un finale: un bello e sonoro “ecchissenefregaaaa”!
Caro Giacomo…
Tu sei senz’altro una brava persona ma, permettimi, con questa lettera hai toppato su tutta la linea…
Mi piacerebbe moltissimo conoscere la reazione della gentil donzella, che invece non è dato sapere. Ma se abbiamo chiara (credo) la situazione, questa lettera Giacomino l’avrà scontata per anni e anni, ne sono certo!
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