SONO UN POCHINO ARRABBIATO!!!

SONO UN POCHINO ARRABBIATO!!!

Quante lettere e cartoline spedite o ricevute da militari abbiamo visto qui su Sfizi.Di.Posta? Decine, centinaia… E ancora decine e centinaia ne vedremo in futuro, è normale…

Ma al di là dei due conflitti mondiali, il servizio militare di leva non è stato mai molto digerito, tant’è che la Legge 772 del 1972 ha introdotto la possibilità di obiezione di coscienza, permettendo di svolgere un servizio civile sostitutivo al servizio militare.

Non solo. A seguito dell’entrata in vigore della Legge 23 agosto 2004, n.226, il servizio militare di leva non è più obbligatorio in Italia dal 1° gennaio 2005. La leva esiste ancora ma non è più obbligatoria, è solo su base volontaria.

Sicuramente, queste notizie avrebbero fatto molto contento Giuseppe (non sono certo che il nome sia questo, si legge molto male, ma alla fine non ha molta importanza) che il 28 maggio 1952 da Imperia scrisse a sua mamma a Siena.
Come supporto utilizzò una cartolina postale da 20 Lire emessa un mese e mezzo prima, il 12 aprile 1952, per celebrare la XXX edizione della Fiera Internazionale di Milano.

E questo è il testo:
«Cara mamma,
oggi sono arrabbiato come non mai, queste sudicie carogne mi hanno negato un modestissimo permesso per venire a casa e dovrò andare alla sfilata a Genova. In questa sporca vitaccia non contano altro che le raccomandazioni. Non vedo l’ora di abbandonare per sempre tutti questi vermi vestiti da pagliacci. Verso il 2 o il 3 p. pensate … al solito aiutino finanziario, che vorrei fosse l’ultimo.
Tanti baci affettuosi,
Vostro
Giuseppe»

Accidenti!
Altroché se era arrabbiato Giuseppe!

Chiaramente, Giuseppe per scrivere alla mamma ha utilizzato una comune cartolina postale, utilizzando il normale circuito civile della posta. Altro paio di maniche sarebbe stato se Giuseppe fosse stato al fronte, con le truppe, durante la guerra, quando da lì si poteva spedire solo ed esclusivamente tramite la posta militare che, in quanto tale, era passibile di controllo e censura. E, chiaramente, Giuseppe non avrebbe mai e poi mai utilizzato certi termini…

E che sfilata doveva esserci a Genova tanto da negare il permesso per tornare a casa?
Beh, dato che Giuseppe scriveva il 28 maggio, molto probabilmente si trattava della sfilata legata ai festeggiamenti del 2 giugno, festa della Repubblica, istituita con la Legge 27 maggio 1949, n. 260, e che a partire da quell’anno ogni anno celebrava (e celebra tuttora) la vittoria della Repubblica sulla monarchia il 2 giugno 1946.

Oggi la Festa della Repubblica si celebra solo a Roma, ma all’epoca erano diverse le città in cui erano previsti i festeggiamenti, e a partire dal 1950 venne introdotta anche la parata militare.
Nulla di strano, quindi, che il milite Giuseppe era impegnato con la sua compagnia di Imperia nella parata militare del 2 giugno a Genova.

Caro Giuseppe, a casa ci andrai un’altra volta…

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