PIETRO MASCAGNI A ROMA, ADRIANO ARIANI A MACERATA: MUSICA, MAESTRO!

PIETRO MASCAGNI A ROMA, ADRIANO ARIANI A MACERATA: MUSICA, MAESTRO!

Non mi sogno minimamente (e non lo farò) di sintetizzare in pochi paragrafi cosa fu e cosa significò anche a livello sociale la musica da camera e l’opera tra l’Ottocento e il Novecento.

Le arti, in quell’epoca, conobbero uno dei momenti più alti (se non il più alto in assoluto) della storia dell’uomo. Era tutto un fermento: nei teatri, nei caffè, nei salotti, nelle scuole.

In questo contesto non stupisce, anzi, la fondazione della Scuola Nazionale di Musica a Roma, un’istituzione nata e pensata come catalizzatore nella Capitale di tutti coloro che avevano o volevano avere un ruolo nel proscenio musicale italiano e internazionale.

Discipline della scuola erano pianoforte, violino, arpa, quartetto, canto, assieme d’archi, composizione, storia della musica e canto corale. La scuola, privata, era retta dal mecenate di Firenze Giovanni Angelo Bastogi.

Il 12 ottobre 1903 l’incarico di direttore venne affidato al Maestro Pietro Mascagni la cui fama, già in quel momento, lo precedeva.
A quell’epoca, infatti, Mascagni era già conosciuto in tutto il mondo per via della sua opera più importante, La cavalleria rusticana, riduzione della novella di Giovanni Verga.
Vale la pena aprire una piccola parentesi e raccontare di un curioso episodio legato proprio a quest’opera.

Nel 1886 Mascagni, in occasione di una tournee sul territorio nazionale con l’impresario Maresca, si ferma a Cerignola, in provincia di Foggia, e qui vi rimane per un po’ accettando l’incarico di direttore della locale filarmonica.

Ma quel che più lo lega a Cerignola sarà Argenide Marcellina Carbognani, detta Lina, originaria di Parma, che sposerà nella cittadina pugliese il 7 febbraio 1888.
Da qui, in ristrettezze economiche, Mascagni decide di partecipare a un concorso indetto dalla casa musicale Sonzogno per un’opera in un atto.

Nel maggio 1889 Mascagni termina la stesura de La cavalleria rusticana, ma mille dubbi lo assalgono, sarà titubante e pessimista sull’esito finale, e pensa di non spedire più nulla. Ma Lina, dal carattere molto combattivo e sempre a fianco del suo uomo, prese di nascosto il plico e corse all’ufficio postale di Cerignola per spedirlo.

A marzo 1890 viene proclamato il vincitore del concorso: La cavalleria rusticana vince su 73 partecipazioni, e il 17 maggio debutta al Teatro Costanzi di Roma, con un successo senza precedenti.

Da quel momento, Mascagni sarà noto e richiesto in tutto il mondo. Cerignola, il piccolo (se vogliamo, rispetto alle grandi città) centro pugliese fu un momento fondamentale sia per la vita privata che per la carriera artistica di Pietro Mascagni.

L’incarico quale direttore della Scuola Nazionale di Musica di Roma Mascagni lo mantenne sino al 1911 quando, per motivi contingenti (una tournee in Sud America pianificata da tempo), dovette abbandonare.

In quegli anni passarono dalla Scuola Nazionale di Musica di Roma, come allievi o come insegnanti, personaggi quali Tito Schenardi, Domenico Alaleona, Giorgio Barini, Alessandro Onofri, Giuseppe Cristiani, Tancredi Mantovani.

Proprio quest’ultimo potrebbe essere (se interpreto bene la firma) l’estensore della cartolina protagonista dello sfizio di oggi, intestata alla “Scuola Nazionale di Musica – Direttore Pietro Mascagni – Piazza del Grillo, Roma, Palazzo del Grillo“.

Il Palazzo del Grillo è una pittoresca dimora seicentesca abitazione e luogo d’ispirazione tra il 1965 e il 1987 del grande pittore Renato Guttuso, ma in origine appartenuta ai marchesi del Grillo. Qualche lettore sarà già balzato dalla sedia: ma chi, quel “Marchese del Grillo” del film di Alberto Sordi?

Ebbene, non vi è certezza assoluta, ma sembrerebbe (in base alle fonti consultate) che il personaggio interpretato da Alberto Sordi sia esistito davvero e che si compiacesse di organizzare in continuazione scherzi alla popolazione romana, precisamente dal Palazzo del Grillo.

Ma lasciamo il marchese del Grillo, Alberto Sordi e il suo “Mi dispiace, ma io so’ io, e voi non siete un…” alla memoria collettiva, e torniamo alla ‘nostra’ cartolina.

La cartolina venne spedita da Roma il 4 luglio 1908 ed è diretta al Sig. Maestro Adriano Ariani, Porto Civitanova Marche, Macerata, dove giunse il 6 luglio seguente.
Ecco il testo:

«Carissimo Ariani, c’è dunque qualche stagione d’opera? Esiste già una impresa, o va per concerto? Quali opere sono più desiderate del repertorio Sonzogno? Attendo che mi favorirete un cenno. Grazie, mi ricordo con tanti saluti al papà, e mi abbia con un’amichevole stretta di mano. Suo, Mantovani.»

Adriano Ariani (Roma 1877 – Pesaro 1935) studiò pianoforte al Liceo Musicale Rossini di Pesaro e composizione con Pietro Mascagni, docente e contestualmente direttore del liceo pesarese dall’ottobre 1895.

Diplomatosi nel 1901, nel 1905 vinse il primo premio dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma con una suite per orchestra che fu parzialmente eseguita in un concerto diretto dallo stesso Mascagni.

Successivamente si trasferì negli USA e per svariati anni riscosse grande successo come direttore d’orchestra a New York (Choral Institution, Accademia di musica di Brooklyn, etc) e San Francisco (nella prestigiosa Carnegie Hall).

Nel 1932, ritornato in Italia, gli fu conferito l’incarico di vicedirettore al Liceo Musicale di Pesaro, dove tutto era nato.

Essendosi ben conosciuti a Pesaro, era pertanto normale che vi fosse corrispondenza tra la Scuola Nazionale di Musica diretta da Mascagni e Adriano Ariani nelle Marche, regione quest’ultima che non dimenticò il valente Maestro: a Macerata gli è stata anche intitolata una via.

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