IN RITARDO CON L’AFFITTO!!

IN RITARDO CON L’AFFITTO!!

Di solito, quando in un mercatino si trova una busta con un’intestazione commerciale, all’interno quasi sicuramente si trova qualche comunicazione relativa all’attività stessa: la vendita di prodotti, un sollecito di pagamento, un preventivo.
Mi scoppiò quindi da ridere quando invece lessi la missiva che era contenuta in questa lettera del 9 marzo 1932, inviata da Potenza a Roma dalla Ditta Pietro Basentini & Figlio Alfredo, marmisti.
Ho provato a cercare la ditta, per vedere se è tuttora esistente, e ho trovato una Basentini Srl impresa edile: potrebbe essere la stessa che, nel tempo, ha modificato la propria attività pur rimanendo nel settore.

Ma torniamo alla lettera. Questa la trascrizione.

«Potenza, 7 marzo 1932 X
Eg. don Emilio,
In riscontro alla sua del 5 u.s.
Non le ho spedito il mensile del mese scorso, giusto come le dicevo con il mio biglietto, perché si era pensato di spedirlo unito a l’altro mensile che scade domani.
Datosi che appena oggi mi alzo dal letto, dopo otto giorni di infermità, mio padre vedendo arrivare la sua lettera datata 3 marzo ha consegnato il mensile a mastro Peppe il quale ci ha rilasciato la relativa ricevuta.
E’ sorto questo piccolo ritardo da parte nostra perché la neve ci ha paralizzato i lavori già completi e che non abbiamo potuto collocare in opera; e si contava di esigere per la fine del mese scorso circa 15,000 Lire dalla quale somma non ci è stato possibile esigere ancora niente.
Non dubita che non attarderemo mai un mese del nostro pagamento, e ci teniamo essere suoi inquilini, perché credo di essere meritevoli.
Colgo l’occasione di salutarla distintamente e mi creda suo dev.mo
Alfredo Basentini»

Ora… rispondete oggettivamente: se fosse capitato a voi, vi sareste presi la briga di scrivere una lettera come questa per tranquillizzare il padrone di casa?
E in questi termini, così giustificativi (otto giorni di infermità, la neve, …)?
Mancava solo l’invasione delle cavallette e la grande moria delle vacche!

Ma i Basentini sono inquilini meritevoli!
Che colpa ne poteva avere il figlio Alfredo se era stato a letto con la febbre?
Il padre, però, evidentemente uomo di altri tempi, che fece? Appena arrivò il sollecito, diede subito i soldi (che, con un po’ di fantasia, immagino che teneva dentro al cascione!) a mastro Peppe!

E a dirla tutta… Don Emi’: nun te scorda’ che i Basentini so’ specializzati in lavori artistici funerari! E sù, e daje, e ‘nnamo!!

Potrei chiudere qui questo ‘sfizio’.
Ma c’è ancora un’ultima cosa da narrare, un risvolto storico che mai mi sarei sognato di trovare.

Ebbene, leggendo Rocco Scotellaro “Lettere a Tommaso Pedio“, a cura di Raffaele Nigro ed edito da Osanna Edizioni nel 1986, un volume che racconta dell’amicizia e della comunione di idee politiche dei due antifascisti, a un certo punto del libro Pedio racconta del suo incontro a Tricarico con Scotellaro, i primi di luglio del 1943.

«Non potendo arrivarci di persona mandai Alfredo Basentini, un marmista figlio di un vecchio socialista potentino. La sera stessa si presentò a Potenza un giovane imberbe, rosso di capelli, lentigginoso, malvestito. Aveva degli occhi straordinari.»

Quel padre, che prontamente aveva pagato l’affitto a mastro Peppe, era un “vecchio socialista potentino“…

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