GINO, GINO…!

GINO, GINO…!

Sono fidanzato!
Anzi no, domani cambio fidanzata.
Ma se cambio, mi sposo.
Sì, però, mica mi sposo presto!

Sono forse impazzito? No, no, tranquillizzo subito i lettori di Sfizi.Di.Posta, il sole non mi ha dato alla testa. Però, effettivamente, questo incipit è perfettamente in linea con lo sfizio di oggi.
Ma andiamo con ordine.

Con lo sfizio di oggi torniamo indietro nel tempo di 82 anni, e precisamente fermeremo le lancette del tempo al 27 agosto 1942 quando viene spedito da una località per il momento sconosciuta un biglietto postale per le forze armate, di quelli predisposti per le truppe per corrispondere gratuitamente.

Il biglietto è indirizzato al Caporal Maggiore Leggieri Bonifacio, di stanza al Distretto Militare di Foggia.

I Distretti Militari vennero istituiti con il Regio Decreto n.6026 del 13.11.1870. Inizialmente in numero di 45, erano articolazioni periferiche dell’Esercito adibite al reclutamento (attività preparatorie alla leva, chiamata alle armi, assegnazione delle reclute a un corpo, tenuta della documentazione matricolare) e alla mobilitazione.

La giurisdizione di ciascun Distretto poteva essere anche interprovinciale, comprendente quindi più comuni e anche di più province. Se ne contarono almeno 140. Con Decreto Legislativo n.253 del 28.11.2005 i Distretti Militari sono stati soppressi.

Uno di questi, il n.4, aveva sede a Foggia, in via P. Fuiani, nella Caserma “C. Oddone”, in condominio con lo storico reparto dei Lancieri di Foggia. Il Distretto Militare di Foggia aveva competenza su tutti i comuni delle province di Foggia e Campobasso.

La caserma era uno storico edificio che fu il primo convento dei francescani a Foggia nei primi decenni del 1200. Fu poi sede della terza Custodia di Capitanata e, per un certo periodo nel XVII secolo, anche della prima classe del Liceo Ginnasio.

Ma torniamo a noi.
Chi scrive? Non lo sappiamo, sul lato esterno del biglietto non ha indicato nulla. Occorre leggere all’interno cosa scrive il nostro mittente.

«P.M.10 – 27-8-42-XX
Caro Faccio,
graditissimo mi è giunto il tuo scritto. Inteso che presto passerai alle tue nozze. Fin d’ora abbiti tanti auguri unitamente alla tua futura sposina. Mi dirai forse imprudente, ma non puoi immaginare quanto gradirei volentieri una tua foto assieme alla tua sposina del giorno del tuo matrimonio. Scusami tanto di ciò ma siccome mi sei amico così caro la terrei per un dolce e caro ricordo.
Faccio quando terminerà questa guerra e se avremo la fortuna di ritornare a casa entrambi voglio proprio che ci rivediamo per ricordare assieme tante cose. Inteso ciò che mi dici per Ceglia e proprio oggi ho scritto anche a lui così voglio sperare che ci rimetteremo nuovamente in corrispondenza. In quanto alla mia licenza ti dirò che è stata bellissima. Mi sono passato dei giorni beati assieme alla mia Valentina. Però ora sto troncando ogni relazione perché se tutto va bene mi fidanzerò con un’altra ragazza e con quella sarà una cosa seria e se non succederà nulla in contrario sarà la ragazza che un giorno (non presto però) condurrò all’altare. E’ ora nevvero che anch’io mi metto a posto?
Mi saluterai tanto Colle e mandami il suo indirizzo.
Ti invio tanti auguri e saluti cari, e scrivimi presto.
Aff.mo Gino.»

Gino! Ma insomma!
Sei fidanzato con Valentina, ma poi Valentina non va tanto bene e quindi chiudi i rapporti con lei e nel frattempo pensi a un’altra?
Ma ti sembra serio?

Tu dirai…
– Certo che sono serio! Con quest’altra mi ci voglio fidanzare e voglio portarla all’altare!!
– Eh sì, ok, capisco tutte le tue buone intenzioni, ma poi scrivi una cosetta tra parentesi che mica mi piace!
– Che avrò scritto mai!
– Come che avrai scritto mai!? Hai scritto “non presto però”! Significa che ti vuoi impegnare, ma mica tanto! Perché se nel frattempo arriva un’altra Valentina sei ancora sganciato e puoi fare come ti pare?

E’ chiaro che si tratta di un dialogo immaginario e non è detto nemmeno che sia verosimile, magari Gino aveva davvero tutte le migliori intenzioni.
Chissà!

E infine, dov’era Gino? Dove si trovava l’ufficio di Posta Militare n.10 al 27 agosto 1942?

L’ufficio di Posta Militare n.10, fin dalla sua costituzione il 5 febbraio 1940, venne inquadrato nell’ambito del Gruppo d’Armate “EST” – Scacchiere Orientale al comando del Gen. Camillo Grossi, 2a Armata, V Corpo d’Armata, 5° Comando Guardia alla Frontiera, XXV Settore di Copertura “Timavo”, Sottosettore XXV/B, LXXXIV Gruppo Artiglieria di Settore, 316a Batteria Obici Campali da Posizione da 100/17.

Ciò è confermato dal timbrino su due righe “COMANDO 316a BATTERIA / 84° GRUPPO”.

La 2a Armata è inizialmente dislocata al confine orientale sino all’11 aprile 1941 quando varca la frontiera jugoslava per poi attestarsi il 16 aprile a Sussak, il settore slavo della città di Fiume. Lì permane, seppur in sedi diverse, sino al 9 settembre 1943; il 10 settembre il personale si imbarca a Fiume, in direzione di Ancona.

I compiti della 2a Armata furono principalmente di controllo del territorio per prevenire, e reprimere se necessario, i disordini etnici tra Serbi e Croati, nonché eventuale opposizione alle forze partigiane.

Il 27 agosto 1942, quindi, il ‘nostro’ Gino si trovava con la 316a Batteria a Sussak, e precisamente al pianterreno del Ginnasio in via Adige.
Quindi, non in prima linea, non certamente a rischiare tutti i giorni la vita, per capirci.

Valentina, nuova arrivata, e possibili altre: state tranquille, Gino tornerà a casa vivo e vegeto!

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