
A meno che non vi interessiate di entomologia, scommetto che, letto il titolo, vi starete chiedendo: che sono i miriapodi?
Semplice: i miriapodi sono un gruppo di organismi che comprende i chilopodi, i diplopodi, i sinfili, e i pauropodi.
A parte quest’ultimo nome che non promette nulla di buono, ne sapete quanto prima, vero?
Ok, ok, smetto di giocare e torniamo seri.
Allora… I miriapodi sono una superclasse di artropodi (animali invertebrati con un esoscheletro di chitina) caratterizzati dall’elevato numero di zampe.
Quindi, i millepiedi e i centopiedi, per capirci.
Si tratta di circa ventimila specie diverse, che esistono sulla Terra da 520 milioni di anni, e che possiamo semplificare in due grandi gruppi: i centopiedi (chilopodi e sinfili), carnivori, anche un po’ velenosi, come la scolopendra o la scutigera; i millepiedi (diplopodi e pauropodi), erbivori o detritivori (frequenti abitanti dei nostri ambienti domestici sono il “millepiedi a palla”, che diventa una pallina quando lo si sfiora, e quel millepiedi marrone scuro che, appena lo si tocca, si arrotola in atteggiamento di difesa).
Vi vedo con la faccia un po’ schifata, eh! Non mentite!!
Ma c’è una validissima ragione per cui Sfizi.Di.Posta oggi si va a interessare di centopiedi e millepiedi, e ovviamente il motivo è perché il documento postale protagonista dello sfizio di oggi è legato a questi esserini.
Siamo a Milano nel 1893, e una comune cartolina postale il 29 marzo parte in direzione di Genova.
Chi scrive e firma la cartolina è talmente famoso che usa personalizzare la propria corrispondenza con piccole etichette adesive che qui troviamo in alto a sinistra: ULRICO HOEPLI – MILANO – LIBRARIO DELLA REAL CASA.
Ma… Hoepli quello dei famosi manuali?
Esattamente, quello lì.
Ma, ovviamente, Ulrico Hoepli non lega il suo nome soltanto ai “Manuali Hoepli”, sarebbe troppo semplicistico e superficiale dire così.
Ulrico Hoepli nacque a Tuttwil (Svizzera) nel 1847. Si trasferì a Milano nel 1870, rilevando la storica libreria Laengner in Galleria De Cristoforis, nel centro della città, che trasformò rapidamente in casa editrice specializzata (grazie alla sua stretta collaborazione con il Politecnico di Milano) in editoria tecnica, scientifica e professionale.
Nel 1882 è tra i fondatori della Società degli autori, poi SIAE. Nel 1885 Ulrico Hoepli viene nominato libraio-editore della Real Casa di Savoia.
A partire dal 1875 creò la famosa collana dei “Manuali Hoepli”, economici, compatti e destinati alla formazione tecnico-scientifica.
Sino al 1971, data di pubblicazione dell’ultimo manuale, vennero pubblicati oltre duemila titoli il più famoso dei quali rimane il “Manuale dell’ingegnere”, di Giuseppe Colombo (edito nel 1877 e ripubblicato più volte sino alla 85a edizione nel 2012).
Hoepli fu anche un grande mecenate: nel 1921 fondò la “Biblioteca Popolare Ulrico Hoepli” e nel 1930 donò alla città di Milano il planetario a lui oggi intitolato.
Nel 1935 Ulrico Hoepli morì e la casa editrice passò in mano ai nipoti, da tempo già introdotti in azienda.
La Hoepli esiste ancora oggi, come casa editrice e come libreria, differenziando la sua offerta anche in rapporto ai tempi (alla libreria fisica è stata affiancata quella online), è diretta dai discendenti del fondatore, ed è ubicata al centro di Milano, in via Ulrico Hoepli n.5.
Questa la storia, in estrema sintesi. Online, chi vuole, può facilmente approfondire.
Ma a chi scriveva Ulrico Hoepli nel 1893?
Il destinatario è il prof. Raffaello Gestro, all’anagrafe Lugi Ignazio Benedetto Raffaele Gestro (1845-1936), naturalista ed entomologo italiano, specializzato nello studio dei coleotteri, soprattutto quelli della fauna africana e austro-malese, descrivendone ben 936 nuove specie.
Del prof. Gestro i lettori di Sfizi.Di.Posta forse ricorderanno che ne abbiamo già parlato, in uno sfizio legato a una cartolina a sua volta legata al noto geologo Dal Piaz, “quello del Vajont”.
Per rinfrescarci la memoria, ecco i link a quello sfizio: Sfizi.Di.Posta.it e Facebook.
Nell’indirizzo postale vergato da Hoepli sulla cartolina è indicato «Raff. Gestro, ViceDiretto del Museo Civico di Storia Naturale» di Genova.
In effetti, all’epoca, Gestro era appunto il vice direttore del museo.
Il Museo di Storia Naturale di Genova venne fondato nel 1867 e fu diretto da Giacomo Doria (cui poi venne intitolato) fino alla sua morte, nel 1913. Vice Direttore era in quel momento proprio il prof. Gestro, incarico che ricopriva sin dalla fondazione del museo nel 1867. Fu quindi naturale che, alla morte di Doria, Direttore divenne appunto Gestro, incarico che mantenne sino al 1934.
Ma che scriveva Ulrico Hoepli al prof. Gestro? Ecco il testo.
«Potrebbe e vorrebbe Ella avere la bontà di procurarmi i lavori del Pocock (2) sui Miriapodi che si trovano inseriti negli Annuali del Museo
Serie II Vol X (XXX) 31/12 1890
Serie II Vol X (XXX) 26 o 28 gennaio 1891
Mi occorrono d’urgenza e del favore le sarei infinitamente grato.
Ringraziandola fin d’ora, la riverisco distintamente.
Suo dev. Ulrico Hoepli»
Gli “Annali” furono istituiti nel 1870 per iniziativa di Giacomo Doria con l’obiettivo di presentare le collezioni del Museo, diffondere le scoperte dei suoi esploratori, favorire l’organizzazione del materiale scientifico e scambiare la rivista con altri istituti stranieri, così da arricchirne la biblioteca attraverso le pubblicazioni ricevute.
Nei primi cento volumi pubblicati tra il 1870 e il 2009 sono state stampate 56.651 pagine, comprendenti 2.144 articoli redatti da 737 autori diversi.
Sino al volume 7 del 1875 gli Annali vennero curati da Giacomo Doria; a partire dal volume 8 del 1876 la curatela degli Annali venne condivisa tra Giacomo Doria e Raffaello Gestro.
Hoepli aveva necessità di due saggi pubblicati sugli Annali da un certo Pocock. Chi era costui?
Reginald Innes Pocock (1863-1947) fu uno zoologo, aracnologo e naturalista britannico. Originario di Clifton, dopo aver studiato zoologia ad Oxford e biologia e geologia a Bristol, nel 1885 entrò come assistente al Museo di Storia Naturale di Londra, inizialmente nella sezione di entomologia.
Successivamente gli venne affidata la gestione delle collezioni di aracnidi e miriapodi, oltre al riordino delle raccolte di uccelli britannici. Durante i diciotto anni trascorsi al museo pubblicò circa duecento lavori, acquisendo rapidamente fama come uno dei principali esperti di aracnidi e miriapodi.
Nel 1904 abbandonò il museo per assumere la direzione dello zoo di Londra, ruolo che mantenne fino al pensionamento nel 1923. In seguito collaborò come ricercatore volontario con il British Museum, nel dipartimento dedicato ai mammiferi.
In onore di Pocock sono denominati ben quattro taxa: il ragno Burmattus pococki (Thorell, 1895), lo scorpione Centromachetes pococki (Kraepelin, 1894) il ragno Neocteniza pococki (Platnick & Shadab, 1976), e il ragno Poecilotheria pococki (Charpentier, 1996).
Ecco perché il tale Pocock scriveva di miriapodi sugli Annali del Museo di Storia Naturale di Genova!
Ma, esattamente, di cosa aveva bisogno Hoepli?
Hoepli fece una specifica richiesta. E, incredibile a dirsi, oggi sappiamo di cosa aveva bisogno Hoepli!
Al seguente indirizzo:
https://www.biodiversitylibrary.org/bibliography/7929
troviamo scansionati e liberamente consultabili tutti gli Annali del Museo di Genova dal primo volume del 1870 al volume n.46 del 1914.
Quindi, i due saggi richiesti da Hoepli stanno lì, nel volume: Annali Serie II Vol X (XXX)! Andiamo a vedere!
In effetti, diviso in due parti (da pagina 384 a pagina 395, e da pagina 401 a pagina 432), vi è un saggio dal titolo “On the myriopoda of Burma. Report on the Oniscomorpha collected by Sig. L. Fea, by Mr. E. W. Oates and by the late Sig. G. B. Comotto“, mentre da pagina 399 a pagina 400 un secondo saggio riporta il titolo di “Description of a new species of Polyesmus from Liguria“.
Entrambi a firma di R. I. Pocock del British Museum.
Naturalmente non possiamo sapere il motivo per cui Hoepli si interessasse dei miriapodi della Birmania, ma tant’è, è quanto richiese con urgenza. Forse per un manuale di entomologia, chissà.
E Gestro rispose?
Certo che rispose, e gli inviò i due saggi richiesti. In basso a sinistra si legge l’appunto di Gestro:
«Spedito il 20/4/93
5 mem. Pocock»
Non solo le due memorie richieste da Hoepli, quindi, ma ben cinque. Magari potevano tornare utili a Hoepli, avrà pensato giustamente Gestro…
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