SETTIMIO MANELLI E IL “NUOVISSIMO MELZI” ALLE MEDIE DI LUCERA

SETTIMIO MANELLI E IL “NUOVISSIMO MELZI” ALLE MEDIE DI LUCERA

Immediato dopoguerra. E’ il 31 gennaio 1947 e un’insegnante della Scuola Media di Lucera (Foggia) scrive alla Casa Editrice Antonio Vallardi di Milano:
«Spettabile Casa,
prego mandarmi in saggio o con sensibile riduzione una copia del “Nuovissimo Melzi” Dizionario Italiano Ia e IIa parte adottato dalla mia classe IIa C scuola media.
Ringraziando, Manganaro Adelaide, presso Dott.r Petrilli, Piazza Salandra, Lucera, Foggia.»

Il Cav. Prof. Melzi, al secolo Giovanni Battista Melfi, era nato a San Bartolomeo (Brescia) il 7 giugno 1844. Da giovanissimo si trasferì a Parigi dove insegnò Italiano alla Ecole Normale supérieure. Ma la permanenza nella capitale francese fu per lui fondamentale in quanto collaborò strettamente con Pierre Larousse alla realizzazione del Grand Dictionnaire Universel.

Successivamente, nel 1881, tramite l’editore parigino Garnier Freres diede alle stampe l’opera “Nuovo Dizionario Universale della Lingua Italiana, Storico, Geografico, Scientifico, Biografico, Mitologico, Ec.”, di 964 pagine.
Tornato in Italia, nel 1884 il dizionario venne stampato in Italiano a cura dell’editore Riccardo Margeri di Napoli.

Nel 1890 l’opera fu stampata a Milano da Vallardi col titolo “Il Novissimo Melzi”.
Non era un dizionario qualunque. Realizzato in due volumi, uno per la parte linguistica e un secondo per la parte scientifica, era un’opera appositamente studiata per chi voleva approfondire i lemmi scientifici, storici, geografici. Corredato da migliaia di incisioni, tavole di nomenclatura, carte geografiche, ritratti e figurini, era senz’altro un volume di riferimento unico nel suo genere.

Per far questo, Melzi si avvaleva della collaborazione di studiosi dei singoli argomenti, quali ad esempio il dott. prof. A. Butti per la parte letteraria, il dott. A. Comandini per la parte storica, il dott. prof. G. Perini il prof. dott. L. F. De Magistris per la parte geografica, il dott. prof. P. Manfredi per le scienze naturali.
Questa piccola enciclopedia divenne in breve tempo popolare e nel 1910 si raggiunsero le 320.000 copie.

Melzi morì a Milano il 17 settembre 1911, ma si continuò ad aggiornare e stampare il Dizionario mantenendo il nome originario. Attualmente è ancora in commercio, totalmente rivisto e aggiornato, edito sempre da Vallardi in un solo volume col titolo “Dizionario enciclopedico Melzi, il nuovissimo”.

Ma torniamo alla nostra cartolina.
Al recto della Cartolina Postale utilizzata dall’insegnante per la richiesta, troviamo il bollo amministrativo della scuola e la firma del Preside, Manelli Settimio, a voler certificare e avallare la richiesta.
La biografia del preside Settimio Manelli e della sua famiglia è talmente particolare che vale assolutamente la pena raccontarla.

Settimio Manelli (Teramo, 25.4.1886 – Roma, 26.4.1978) era un giovanotto di belle speranze. Ufficiale dell’aviazione, partecipò alla Prima guerra mondiale e per meriti di guerra gli vennero assegnati i gradi di capitano. Attratto dalla vita militare, dalla “Vittoria” italiana e dalle gesta dannunziane, viveva una vita morale disordinata.

Nel 1924 incontrò Padre Pio a San Giovanni Rotondo, e fu una folgorazione completa e immediata tanto da parlare oggi di vera e propria ‘conversione’.
La sua ascesa a Dio e l’abbandono di tutte le attrattive mondane fu talmente forte da indurre Settimio in un primo momento a voler indossare l’abito talare.

Ma il suo destino era un altro. Sempre spinto da quella guida spirituale che pervadeva il suo animo, Settimio incontrò Licia Gualandris (Nembro, 13.7.1907 – Roma, 18.1.2004), e comprese che con quella donna si sarebbe concluso il disegno divino della sua vita.

La sposò nel 1926, vissero per più di cinquant’anni insieme ed ebbero la bellezza di 21 (ventuno!) figli, 48 nipoti e 89 pronipoti!
Tre figli ebbero brevissima vita, mentre altri cinque nacquero già morti.

Tra i figli occorre citarne almeno uno, padre Stefano Maria Manelli, sacerdote francescano conventuale, fondatore nel 1970 dei Frati e successivamente delle Suore Francescane dell’Immacolata.

Naturalmente, anche Licia seguì Settimio nel suo percorso spirituale. Terziari francescani e figli spirituali di San Pio da Pietrelcina (il quale definì Settimio «un cristiano tutto d’un pezzo che attua il Vangelo alla perfezione»), Settimio e Licia frequentarono a lungo San Giovanni Rotondo.

Licia non solo era sposa ma anche mamma esemplare. Tuttavia, Licia riusciva non soltanto a badare a quella numerosa famiglia e a non far mai mancare le sue cure al marito devoto, ma anche a non trascurare mai le preghiere.

Settimio era nel frattempo diventato Preside della Scuola media di Lucera, e impartiva lezioni private per sostentare la numerosa famiglia.
Si impegnò anche in politica, nella nascente Democrazia cristiana, e nel 1948 insieme a tutta la famiglia si trasferì a Roma.

Settimio Manelli è Servo di Dio dal 9 maggio 2008, mentre Licia Gualandris è Serva di Dio dal 20 marzo 2009.
Per entrambi, per la vita spirituale che condussero protesa verso Dio e la famiglia, venne avviata la causa di beatificazione e canonizzazione che si è aperta ufficialmente a Roma nell’aula della Conciliazione il 20 dicembre 2010.
La fase diocesana si è chiusa il 27 Giugno 2014, con il trasferimento degli atti alla Congregazione della Cause dei Santi.

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