GENTILE BAMBOLA…

GENTILE BAMBOLA…

Una cartolina illustrata con una bimbetta un po’ imbronciata e contrariata viene inviata da Firenze a Cosenza.
E’ il 14 ottobre 1945, la guerra è da poco finita, e occorre ricostruire sulle macerie. Macerie dei palazzi bombardati da più fronti, e macerie nel cuore per il dolore e gli strazi che una guerra porta con sé.

Chi scrive la cartolina si firma, credo, Ines: non riesco a leggere bene, ma poco importa.
Carino anche il messaggio in rima che precede i baci:
«Se dormo ogni mattina, sogno una piccina chiamata Nina.»

La cartolina è difatti indirizzata a una bambina che si chiama Nina.
E la cosa che davvero fa intenerire sono i modi garbati e gentili con cui il mittente si rivolge a Nina. Nella prima riga del destinatario leggiamo: «Gentile bambola».
Non “gentile signorina”, o “cara bambina”, ma “gentile bambola”.

Sul lato illustrato della cartolina il mittente, allo sguardo di quella bambina imbronciata, scrive: «Perché stai col muso ti a lasciato Totonno?».
Totonno è un nome proprio in uso a Cosenza e provincia, per cui il mittente sicuramente si sta riferendo a qualcuno in particolare.

Forse un ragazzino innamorato di Nina?
Uno di quegli amori bambineschi che esistono solo in virtù della loro enfasi platonica?
Chissà…

Infine, un 12-8-1950 scritto a lapis con una firma, “Berti”, sicuramente postuma alla cartolina in sé.

Ultima nota, storico-postale.
Il francobollo utilizzato per l’affrancatura appartiene alla serie “Monumenti distrutti” emessa durante la Repubblica Sociale Italiana il 5 giugno 1944.
Una grossa fornitura di questi francobolli venne tuttavia bloccata a Roma per l’arrivo degli Alleati il 4 giugno, e di fatto non partì mai verso il Nord.

Vennero quindi sovrastampati per essere usati sul suolo del Regno del Sud.
Questo francobollo venne sovrastampato per 1.20 Lire sul valore originario di 20 centesimi, venne emesso il 2 maggio 1945 ed ebbe validità sino al 10 luglio 1946.

Ma tutto ciò, per gli addetti ai lavori, è noto.
La particolarità storico-postale è invece un’altra.
Osservando con attenzione il francobollo, si vede ancora sulla sinistra in alto parte della carta del precedente supporto, e l’uso consistente di colla (la macchia brunita) per applicare il francobollo sulla cartolina.

E’ un evidente frode postale per riuso del francobollo che, a differenza di altri casi in cui era prevista la doppia tassazione del valore mancante o non valido, era considerato un reato e poteva comportare un procedimento anche penale.

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