UNA CARTOLINA DAL GENERALE GRAZIANI!

UNA CARTOLINA DAL GENERALE GRAZIANI!

Vicegovernatore della Tripolitana e della Cirenaica dal 1930 al 1934. Governatore della Somalia dal 1935 al 1936. Viceré d’Etiopia dal 1936 al 1937. Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano dal 1939 al 1941. Governatore della Libia dal 1940 al 1941. Ministro della guerra della Repubblica Sociale Italiana dal 1943 al 1945.
Chi può vantare un simile curriculum?
Stiamo parlando del generale Rodolfo Graziani.

Nato a Filettino (FR) l’11 agosto 1882, sebbene avviato agli studi religiosi a Subiaco dal padre, medico condotto del borgo ciociaro, scelse la vita militare, tanto da diventare (evidentemente, per chi non lo conoscesse) una figura di spicco della storia militare e del fascismo italiano, ricoprendo responsabilità di comando durante le guerre coloniali italiane e tutti gli incarichi anzi indicati.

Per i suoi metodi brutali, specificatamente nella repressione della guerriglia abissina in Etiopia tra il 1935 e il 1937 anche con l’uso di iprite (un gas tossico) e per i bombardamenti degli ospedali della Croce Rossa, venne soprannominato “macellaio del Fezzan”.

In Libia nel ’40 succedette a Italo Balbo, ma sconfitto dall’esercito britannico nel 1941 si ritirò per un po’ dalla scena militare per poi essere richiamato da Mussolini a capo del ministero della guerra della RSI, incarico che mantenne sino alla caduta della ‘repubblica’ nel 1945, prendendo parte alla lotta contro gli Alleati e la Resistenza italiana.

Per le sue ‘gesta’, fu inserito nell’elenco dei criminali di guerra della Commissione delle Nazioni Unite, ma non venne mai processato. Anzi, la richiesta di estradizione da parte dell’Etiopia nel 1949 venne respinta.
Dopo una breve parentesi in carcere per collaborazionismo (relativamente al periodo della RSI), venne nominato nel 1953 presidente onorario del Movimento Sociale Italiano.
Morì a Roma nel 1955.

Quanto fosse tenuto in debito conto il generale Graziani, lo si può comprendere dalla storia del comune di Filettino, suo luogo di nascita.
In esecuzione della propria delibera n.17 del 10.3.1938, il podestà di Filettino chiese in data 7.9.1938 la variazione del nome del proprio comune da “Filettino” a “Filettino Graziani“, proprio in onore del generale.
La richiesta venne approvata con Regio Decreto n.1703 del 7.10.1938 (G.U. n.258 del 12.11.1938).

Con la caduta del fascismo decadde anche quello spirito nazionalistico che aveva portato il podestà di Filettino alla richiesta di cambio di denominazione, e difatti il sindaco forte della delibera comunale n.22 del 16.9.1944 chiese e ottenne, con Decreto Luogotenenziale n.610 del 2.8.1945 (G.U. n.144 del 9.10.1945), il ripristino dell’originaria denominazione “Filettino”.

Questo ebbe effetto anche sul servizio postale, perché ovviamente l’ufficio postale di Filettino si dovette dotare di nuovi timbri con la nuova denominazione. La corrispondenza recante la denominazione “Filettino Graziani” non è comunissima.

Ovviamente, molti più dettagli e informazioni sulla vita e sulla biografia del generale Graziani (comprese recenti vicende legate al comune di Affile sulle quali preferisco non addentrarmi dal momento che esulano gli scopi di questo ‘sfizio’ e di Sfizi.Di.Posta) possono essere facilmente trovati in rete o nella letteratura specializzata sull’argomento.

Se, quindi, un personaggio del genere, che è anche un tuo amico, ti invia una cartolina, tu cosa fai?
La conservi con grande cura, è ovvio.

E’ quanto deve essere accaduto al sig. Galileo.
Come è possibile osservare, la cartolina è stata ripiegata in quattro e per molto tempo tenuta in queste condizioni, tanto da lacerarsi ai bordi e a richiedere un intervento di recupero con la colla.
Forse, piegata in quattro, il sig. Galileo la teneva gelosamente custodita nel portafogli. Chissà…

Sta di fatto che il 4 settembre 1948 il generale Rodolfo Graziani scrisse questa cartolina di suo pugno, con tanto di firma autografa, al suo amico Galileo per ringraziarlo per l’affettuosa lettera e per il ricordo che ricambiava cordiale per lui e per la sua famiglia.

La cartolina partì da Roma l’8 settembre 1949 (che giorno fatale per il generale Graziani! Cinque anni prima era crollato tutto! L’armistizio era stato firmato…) e reca l’annullo postale “ROMA 13 * M.RO DIFESA ESERCITO“.

L’ufficio postale “Roma 13” era, ed è tuttora, allocato presso Palazzo Esercito, ovvero lo storico palazzo presso cui ha sede lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, in via Venti Settembre 123 a Roma.

La cartolina reca inoltre un bollo amministrativo tondo inchiostrato viola “PROCURA GENERALE D’APPELLO * ROMA“, e al verso il bollo d’arrivo a Todi del giorno dopo, 9 settembre 1948.

Ultima nota a margine.
La cartolina andava affrancata per 12 Lire, la tariffa postale al momento in vigore per spedire cartoline postali, ma il generale Graziani affrancò con 13 Lire (8 Lire prestampati sulla cartolina più un francobollo da 5 Lire come integrazione).
Melius est abundare quam deficere“, diceva qualcuno…

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