MOTTO E FASCI LITTORI? CANCELLATI!

MOTTO E FASCI LITTORI? CANCELLATI!

Che ruolo ebbe la Sardegna nella Seconda Guerra Mondiale?
L’Italia fascista non possedeva portaerei (la “Aquila” e la “Sparviero”, adattate da scafi civili, non vennero mai ultimate in tempo), e per tale ragione l’intera isola assunse il ruolo di immensa portaerei al centro del Mediterraneo.
Per questa ragione, l’isola subì pesanti e costanti bombardamenti da parte degli Alleati.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 le truppe germaniche smobilitarono dall’isola attraverso la Corsica, e la Sardegna di fatto entrò a far parte del Regno de Sud, rimanendo sotto il controllo militare dell’esercito americano sino alla fine della guerra.

Di questo periodo storico è il pezzo che mostro oggi, una classica cartolina postale per le forze armate fornite alle truppe per spedire in esenzione postale, senza dover affrancare, spedita il 26 settembre 1944.

La cartolina reca il bollo in partenza dell’ufficio di Posta Militare n.50, allora collocato a Cagliari. Afferiva al Comando Militare della Sardegna, con compiti di presidio e di ordine pubblico, e venne chiuso il 15.11.1944.
Vi è anche un secondo bollo, ovale delle Regie Poste, che riporta la dicitura “R. Aeroporto 584 / Posta Militare 3600”: altro non era che l’esatto indirizzo del mittente.
Infine, il bollo circolare 203, il numero del censore, che controllò soltanto la destinazione (in questo caso): a Napoli non vi erano più truppe nemiche, per cui non era necessario censurare alcunché.

La cartolina è spedita dall’aviere Kohler Amanzio ed è indirizzata a un avvocato appunto di Napoli. Il milite scrive del suo ottimo stato di salute, e diversi altri convenevoli, come si usava fare allora. Nulla di interessante, ai nostri scopi.

Quel che più balza all’occhio, invece, è il fatto che il soldato abbia accuratamente cancellato ogni riferimento al fascismo.
Occorre infatti ricordare che questo tipo di cartoline riportava il fascio littorio come divisorio verticale, e un motto di Mussolini in alto a sinistra (che intendeva, a suo modo, incitare le truppe).
In questo caso, il motto recitava:

In questa immane battaglia fra l’oro il sangue,
l’Iddio giusto che vive nell’anima dei giovani
popoli ha scelto. VINCEREMO!
MUSSOLINI

Altro non era che la frase conclusiva del discorso di Mussolini del 10 giugno 1941, al primo annuale dell’intervento, ovvero a un anno dell’entrata in guerra.

Dall’agosto 1943 l’Istituto Poligrafico dello Stato – Officine Carte Valori, deputato alla stampa di queste cartoline, iniziò a sovrastampare le cartoline già prodotte con barrette, fregi, rombi, e qualsiasi altro elemento grafico che consentisse di coprire sia il fascio littorio che i motti mussoliniani.
Evidentemente, la cartolina in mano all’aviere Amanzio faceva parte di una precedente fornitura.
Ci pensò quindi l’aviere a cancellare a penna i mussoliniani ricordi!

Infine, ultima annotazione tecnica curiosa.
Come penso si intraveda dall’immagine, tutta la stampa della cartolina è spostata a sinistra. O, meglio, il taglio della cartolina è avvenuto spostato a destra. Quindi sulla destra di questa cartolina compaiono le prime lettere del motto di un’altra cartolina.
Come mai avvenne questo? Un errore?
Per risolvere il rebus, ho chiesto a Flavio Pini, esperto del settore di questo tipo di materiale.

No, nessun errore.
Le cartoline erano normalmente stampate in fogli da 24 ma in periodo di guerra per ottimizzare la carta venne approntato un cilindro con 28 cartoline orizzontali affiancate, da un lato, da 5 verticali.
Nel foglio le cartoline presentavano motti diversi (24 cartoline, 24 motti diversi); se i motti erano in numero inferiore al numero di cartoline contenute nel foglio, qualche motto veniva ripetuto.
Nulla si sa della composizione di questi fogli dato che le cartoline erano vendute già tranciate e fogli nuovi non ne sono noti.

Il motto della cartolina ‘tagliata’ a destra recita:

Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico
della nostra rivoluzione. È la lotta dei popoli poveri e numerosi
di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il mo-
nopolio di tutte le ricchezze e di tutto l’oro della terra. È la lotta
dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al
tramonto. È la lotta tra due secoli e due idee.
MUSSOLINI

Una frase stralciata dalla dichiarazione di guerra del 1940, l’ora delle decisioni irrevocabili dal balcone di Piazza Venezia…

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