CHE DESOLAZIONE!

CHE DESOLAZIONE!

Il 14 maggio 1909, da Messina, viene spedita questa cartolina con destinazione Venezia.
L’illustrazione della cartolina è drammatica: il Duomo di Messina, distrutto dal terremoto del 1908, visto da via San Giacomo.

Non mi dilungo più di tanto sull’evento in sé, le notizie (abbondanti) sono facilmente reperibili in rete. Il terremoto di Reggio e Messina, di magnitudo 7.1, si verificò alle ore 5:20:27 del 28 dicembre 1908. Le vittime, causate sia dal terremoto in sé che dal conseguente maremoto, furono tra 90.000 e 120.000.

Ma torniamo alla nostra cartolina; questa la trascrizione del testo:
«Caro Amico,
che desolazione!
La bella Messina che più volte visitai tutta distrutta.
Questa notte pernottai in un teatro di legno che resistette e ora è trasformato in albergo, un palco di pepiano fu la mia camera.
Questa sera partirò per Reggio.
Salutandoti».

Non credo siano necessari commenti.
Il “palco di pepiano”, in un teatro, è il primo ordine di palchi. Generalmente, era occupato da nobili, banchieri e professionisti (avvocati, medici, funzionari). Era tuttavia meno importante del secondo ordine di palchi, più prestigioso e occupato sempre dalla nobiltà.

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