ARCHEOLOGIA IN IRAN E PAKISTAN NEGLI ANNI ’60

ARCHEOLOGIA IN IRAN E PAKISTAN NEGLI ANNI ’60

La missiva (priva purtroppo di contenuto!) che presento oggi è stata spedita dall’archeologa Francesca Bonardi (1917-2014) della Missione Archeologica Italiana a Saidu Sharif (nella regione pakistana dello Swat) nel 1342 del calendario persiano, ovvero nel 1964 del nostro calendario gregoriano.
Ed è indirizzata al Prof. Umberto Scerrato (1928-2004), noto archeologo, sempre della Missione Archeologica Italiana ma stavolta di stanza a Zahedan, nella regione iraniana dello Zabul.

Umberto Scerrato fu un archeologo di stampo classico che legò il suo nome non solo a mirabili campagne di scavo in Asia, ma anche agli anni di insegnamento di archeologia e storia dell’arte islamica sia all’Orientale di Napoli che alla Sapienza di Roma.

Iniziò a lavorare in Afghanistan con la missione italiana nel 1957 chiamatovi dal prof. Giuseppe Tucci (1894-1984), archeologo di chiara fama mondiale sin dai tempi del regime fascista. La Francesca Bonardi che scrive a Scerrato altro non è che la moglie del prof. Tucci!

Nel 1959 si spostò in Iran, e lì legò subito il suo nome ad alcune grandi imprese, tra tutte quella del rinvenimento dell’importante palazzo sultaniale di Mas’ud III degli inizi del XII secolo nella piana del Dasht-i Manara a Ghazni.
Non minori ritrovamenti riguardano le iscrizioni battriane di Jaghat (1957) e l’iscrizione greco-aramaica di Ašoka a Kandahar (1958), dopo di ché si dedicò agli scavi di un sito achemenide identificato con l’antica Zranka menzionata da Diodoro, nel sito di Dahane-ye Gholâmân, in Iran orientale nell’area di confine con il Pakistan e Afghanistan.

Il 12 novembre 2012 viene inaugurato a Napoli, in via Chiatamone, il “Museo Orientale Umberto Scerrato” afferente al sistema museale dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. E’ intitolato alla memoria del professor Scerrato, suo principale fautore, e raccoglie materiali acquisiti dagli anni ’60 in poi provenienti dall’Africa e dall’Asia.
Sito del museo: http://museorientale.unior.it/

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