LA DONNA CON GLI ORECCHINI DI METALLO GIALLO…

LA DONNA CON GLI ORECCHINI DI METALLO GIALLO…

Nel 1323 Bartolomeo Zalfone, cittadino e benefattore, istituì a Teramo in via Aurelio Saliceti 16 (donando parte della propria abitazione) un ricovero per ammalati e bisognosi dedicandolo a sant’Antonio Abate.

Con tale finalità, di ospizio, operò per secoli sino al 1881 quando la Congregazione di Carità che aveva in gestione l’istituzione aprì al piano terra una sezione riservata ai pazienti affetti da disturbi psichici.

Anno dopo anno, il reparto psichiatrico si trovò ad ospitare sempre più pazienti finché la struttura originaria, per quanto ampliata nel tempo, non riuscì a far fronte alla richiesta. Allora, nel 1925, venne realizzato in altra parte della città l’ospedale civile “Vittorio Emanuele III”, e la struttura di via Saliceti venne dedicata esclusivamente al trattamento psichiatrico, assumendo così la denominazione di “ospedale psichiatrico”.

Il pezzo che presento oggi anticipa però gli eventi. Si tratta di una cartolina intestata al “Manicomio di Teramo” spedita nel 1920 al Sindaco di Montorio al Vomano. Cinque anni prima di assumere ufficialmente la denominazione di “ospedale psichiatrico” la struttura già disponeva di documenti intestati come manicomio.

Degno di nota, infine, il contenuto. Il manicomio comunica, con diciture prestampate sulla cartolina (segno, questo, che tale comunicazione avveniva frequentemente) al sindaco la morte di una degente e invita il comune ad informarne i familiari.
Così avviene (una nota a penna in basso a destra ce ne da conferma), ma in più si rende noto ai familiari che rimanevano a loro disposizione per sei mesi alcuni effetti personali della defunta, nello specifico “un paio di orecchini di metallo giallo“.
Per non dire “d’oro”…

Maggiori info e approfondimenti: http://www.ospedalepsichiatrico.it/

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